Il software mangerà il mondo?

In questo episodio Roberto Cavarero, PLM Senior Principal in Accenture, ci parla di come ormai il software, inteso come programmi informatici e applicazioni digitali, è una componente imprescindibile di gran parte dei prodotti e se effettivamente il software si sta mangiando il Mondo.

Episodio n°9 con Roberto Cavarero - Accenture

Il software mangerà il mondo?


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Di cosa parliamo in questo episodio ?

Introduzione

Francesca Frattini: Benvenuti a “Trasformazione Digitale - Come il Digitale trasforma il Fisico”. Sono Francesca Frattini Direttore Marketing di PTC e oggi parliamo della gestione del software e ne parliamo con Roberto Cavarero, PLM Senior Principal in Accenture. Benvenuto Roberto.

Roberto Cavarero: Buongiorno e grazie Francesca. Sono contento di essere qui oggi con voi.

Perché il software si sta mangiando il Mondo?

Francesca Frattini: Parliamo oggi di un tema spinoso. L'origine del titolo dell’episodio del podcast: Il software mangerà il mondo? Partiamo dalla frase “Software is eating the World” coniata da Mark Andreessen, fondatore, chi non è troppo giovane lo ricorderà tra i fondatori di Netscape, informatico e imprenditore statunitense, ora venture capitalist. Questa frase è stata poi rilanciata dal Wall Street Journal in un articolo del 2011 in cui, Andreessen, evidenziava quanto sempre più grandi aziende e industrie fossero gestite da software e fornite come servizio online; quindi, possiamo dire “Every company is a software company”. Preso atto che effettivamente, come diceva uno dei nostri colleghi in precedenza, anche un'auto ormai è uno smartphone che cammina e il software ormai è componente imprescindibile praticamente di gran parte dei prodotti, chiediamo a te di spiegarci perché il software si sta mangiando il Mondo. È veramente così? A te la parola.

Roberto Cavarero: Grazie Francesca. Sì noi possiamo dire che in questo momento le componenti software all'interno dei prodotti che troviamo sul mercato stanno sempre di più aumentando. C’è un maggior contributo e spesso non ce ne accorgiamo nemmeno. Ad esempio, in casa ci troviamo ad avere a che fare con prodotti che hanno una grossa componente software. Per esempio, per esperienza ho cambiato la caldaia, ma l'ho scelta perché aveva un termostato intelligente. Quindi la scelta della caldaia, benché fosse legata alla eco-sostenibilità e al fattore di consumi, che in questo momento sono materia abbastanza delicata, è stata fatta proprio per poter dialogare con questo termostato intelligente.

Francesca Frattini: Quindi il software ci semplifica la vita.

Roberto Cavarero: Sì, ci semplifica la vita, ma a volte non lo sappiamo, non ne siamo nemmeno consapevoli di tutto ciò. Mi ricordo che vent'anni fa sceglievo la macchina per i cerchi in lega, adesso invece scelgo la macchina tenendo conto del fatto di avere un sistema di infotainment, quindi una componente software a bordo macchina che sia soddisfacente per quelli che sono i requisiti, come: ascoltare musica, poter telefonare, dialogare. Questo ormai è diventato uno stato di fatto, nel senso che ci aspettiamo che sia così; a volte non sappiamo neanche più distinguere. È diventato un po’ come il paradigma dello smartphone. Se volete, oggi specialmente, le nuove generazioni usano gli smartphone con capacità e un'abilità impressionante. Io ho tre figlie, ovviamente bellissime che saluto …mettetemi un like per cortesia se ascoltate… insomma loro riescono a fare delle cose incredibili con i telefonini, ma ormai è un classico e uno standard. Non ci si aspetta altro che poter continuare a operare con i prodotti che riusciamo ad avere sul mercato.

Francesca Frattini: Ti interrompo, come giustamente mi dicevi prima, lo smartphone non serve più per telefonare. Roberto Cavarero: Esatto. Non so se avete lo stesso tipo di problema: se voi provate a chiamare un ragazzo, della generazione Z come viene definita, al telefono spesso non risponde, però se tu riesci a utilizzare lo smartphone con altri componenti, come i social o quant'altro, la risposta è immediata, proprio perché c'è questo cambiamento di prospettiva e dell'utilizzo di questi prodotti messi sul mercato.

Francesca Frattini: Quindi il produttore come deve reagire a questo tipo di situazione?

Roberto Cavarero: Il produttore deve cercare di organizzarsi per cogliere questa sfida, anche perché ci sono tanti spazi e tante possibilità di migliorare. Quindi deve reagire e lavorare su questo concetto di prodotto connesso. Di fatto tanti nostri clienti già lo stanno facendo, e stanno lavorando in tal senso per ottimizzare e migliorare, questo tipo di progettazione del proprio prodotto.

Quali sono i dati che confermano il trend di una espansione del ruolo del software nelle revenue aziendali?

Francesca Frattini: avete dei dati a supporto che confermino che c'è questo tipo di tendenza alla “softwarizzazione”?

Roberto Cavarero: Come Accenture alla fine dell'anno scorso, a novembre, è stato rilasciato un report all'interno del quale i nostri analisti hanno studiato il comportamento e le aspettative del mondo automotive in particolare, quello che è legato al software defined vehicle. Gli elementi che sono emersi sono estremamente interessanti. Pensate che oggi la componente software per quanto riguarda quella che è la ricaduta sulle revenue, è pari a circa un 8%. Cioè l’8% delle revenue di un prodotto è derivata da quello che è il contributo del software. L'aspettativa per il 2040, stiamo parlando di un periodo di tempo abbastanza misurato, prevede che queste revenue crescano come influenza fino ad arrivare al 40%, quindi è una grossa opportunità. Considerate poi, oltretutto, che così come ci dicono i nostri analisti i margini derivati da questo ecosistema possono raggiungere il 33% del totale del business generato. Quindi un grosso spazio con il quale andare a proporsi sul mercato. Le aziende hanno la necessità, per certi versi anche un obbligo, di porsi sul mercato con una veste diversa, affrontando il tema dei dati.

Quali sono le sfide associate alla realizzazione di prodotti ad elevato contenuto di software?

Francesca Frattini: Quanto ci racconti, ci fa capire quanto effettivamente sia strategico parlare di questo tema e quanto siamo qui al momento giusto, nell'occasione giusta. Quali sono le sfide associate a questa nuova tipologia di prodotti che necessariamente devono avere un elevato contenuto di software?

Roberto Cavarero: Intanto le sfide sono diverse, però ci sono tantissime opportunità. Magari prima non l'abbiamo toccato questo aspetto, ma mi piace sottolinearlo. I nostri clienti stanno cercando di porsi questa domanda, di capire come reagire e attraverso il prodotto connesso riuscire a muoversi verso due direzioni: una è quella della servitizzazione, quindi aggiungere valore al prodotto sul mercato inserendo una componente software che è in grado di migliorare quello che è la percezione del prodotto stesso. Gli esempi sono quelli che facevamo prima. Immaginatevi l’impatto sul mondo industriale derivato da quello che potrebbe essere il monitoraggio e il miglioramento delle performance di funzionamento del prodotto, o l’introduzione di componenti capaci di poter, con l'aiuto anche dell'intelligenza artificiale, andare ad anticipare situazioni critiche nel prodotto stesso. Oppure il valore di introdurre strumenti di Augmented Reality per supportare l’esercizio. Tutti esempi che in casa PTC sono alla base della tecnologia. Provate a immaginare di andare a simulare le situazioni complicate di esercizio di questi prodotti recuperando i dati dal campo.

Ovviamente potremmo avere dei vantaggi estremamente competitivi e, alcune settimane fa con un cliente, si discuteva di come riuscire a recuperare i dati dal campo, per tornare in ingegneria e migliorare i prodotti stessi e nelle loro nuove revisioni.

Faccio riferimento, ad esempio, a casi di rotture, failure, a livello comportamentale di questi prodotti per scoprire dopo indagini che il prodotto stesso veniva utilizzato in modo errato. Un esempio è stata l'osservazione di motorini impegnati in corse giù per le scale di Napoli. Questi motorini chiaramente non erano stati progettati per questo tipo di sollecitazione. È però estremamente interessante come caso perché riuscire effettivamente ad arricchire l'informazione nell'ambito di ingegneria, con quelli che sono i prodotti in esercizio, crea grandissimo valore. Questo è un effetto derivato dalla componente software, dal fatto di poter introdurre nel Service il valore del prodotto stesso.

Francesca Frattini: Ed effettivamente le opportunità valgono la pena di affrontare le sfide.

Quali figure in azienda sono in grado di gestire la componente software perché dia il massimo dei risultati?

Roberto Cavarero: È chiaro che, per affrontare questo tema, i nostri clienti devono cercare di tenere in considerazione diversi fattori. Uno, per esempio, è dover scegliere se portarsi all'interno dell'azienda un team capace di gestire questa componente software. Non è banale, perché nell'ambito della realizzazione del software, bisogna ragionare in un'ottica di Software House. Questa è una cosa strana per i nostri clienti, che magari da oltre 100 anni progettano oggetti meccanici di alto valore. Questo cambio di processo, tra l'altro introduce anche un fattore di rischio, perché come sapete, progettare un oggetto meccanico ha una storia, un valore, un asset, mentre la componente software cambia molto velocemente. È vero che viaggia anche ad una velocità molto diversa, più rapida, rispetto alle altre componenti, però introduce un fattore di rischio a livello aziendale. Le aziende devono quindi scegliere se appoggiarsi a un partner per fare questo tipo di cose e quindi non progettarle internamente, costruendo partnership all’interno della value chain per poter distribuire il rischio. Oppure accedere a quelli che sono gli skill e le competenze giuste per poter produrre prodotti e servizi, lasciatemi dire, sempre più competitivi. E non finisce qui, perché ovviamente bisogna cambiare l’approccio, il mindset all'interno dell'azienda. Finora si è sempre parlato di componente meccanica e componente software ecco questo è uno dei primi errori. Le aziende devono smettere di pensare di produrre un prodotto più una componente, quella software. Devono cercare di togliersi questo effetto di silos dipartimentale, all'interno del quale le aziende, per motivi storici, si trova ad affrontare i temi in modo separato. Chi fa la meccanica, chi fa l'elettronica, chi fa il software. Dobbiamo ragionare invece su un prodotto unico con cui andare sul mercato. Questa è la grande sfida che i nostri clienti devono affrontare.

Francesca Frattini: Mi sembra ci vogliano anche risposte a requisiti normativi di compliance, di qualità.

Roberto Cavarero: L'introduzione del software comporta anche nuove sfide dal punto di vista della compliance. Il software è un oggetto molto delicato, quando lo installo per esempio su un'autovettura, viene inserito in una centralina che è la stessa che controlla le performance del veicolo; quindi, introduciamo rischi proprio di sicurezza e di cybersecurity. Provate a immagine di “craccare” una vettura in movimento, da distanza, insomma effettivamente potrebbe generare dei comportamenti veramente molto rischiosi. Per questo sono state introdotte tutta una serie di normative al quale le aziende si devono adeguare e questo è uno degli aspetti che sta spingendo la maggior parte dei nostri clienti a reagire in tempo. Prima dicevamo il software ormai è pervasivo e lo troviamo ovunque, ma dobbiamo fare i conti laddove nei sistemi e prodotti esiste un alto livello di software all'interno, i produttori devono cambiare il modo di progettare e devono fare i conti con normative che devono essere soddisfatte, altrimenti non è possibile andare in produzione e immettere un prodotto sul mercato. Serve l'aiuto di uno strumento, di un processo, capace di supportare i clienti durante il proprio processo di sviluppo prodotto, compresa anche la parte di validazione.

Quali sono gli strumenti che le aziende possono usare per rivedere il loro modo di progettare nell’ottica di un incremento della parte software?

Francesca Frattini: Ci puoi accennare quali siano gli strumenti che le aziende hanno per rivedere il loro modo di progettare in quest'ottica?

Roberto Cavarero: Sicuramente ci sono strumenti innovativi, l'innovazione tecnologica è il nostro mantra quando parliamo di PLM e di ALM. Tradotto in parole semplici: strumenti capaci di poter supportare il cliente in ambito progettazione, per produrre e progettare prodotti innovativi.

L'introduzione di soluzioni informatiche, capaci di poter sostenere questo processo, va insieme, come dicevamo prima, ad un cambio di mindset. Diventa importante riuscire ad approcciare l'ambito della progettazione in modo diverso rispetto a prima, e quindi tornare un po’ a metodologie già citate come Model Based System Engineering, cioè un approccio collaborativo capace di poter supportare questo processo di sviluppo prodotto in tutte le sue componenti, partendo da quello che è la gestione dei requisiti e tutta la parte di progettazione che è classica che conosciamo molto bene, ma anche la verifica e validazione. Questo è un approccio che tenta in qualche modo di spostare quello che era il concetto e la modalità di gestione “documento centrica” verso un qualcosa che sia basato invece su quello che è il modello, il modello del nostro oggetto che stiamo per produrre. Un modello che, come si diceva prima, non è più una serie di componenti, ma è un modello che io cerco di andare a verificare in tutte le sue caratteristiche che siano software, meccaniche, elettriche o elettroniche. Questo è uno degli elementi importanti che in qualche modo dovranno essere affrontati. Il Model Based System Engineering è un tema piuttosto articolato, magari possiamo tornarci su in un’altra puntata.

Come gestire in modo semplice questo cambiamento?

Francesca Frattini: Un’ultima domanda. Abbiamo parlato di quanto il software sia pervasivo, abbiamo parlato delle opportunità e delle sfide che presenta l’incremento della parte software nei prodotti. A questo punto come farcelo amico?

Roberto Cavarero: Intanto lavorando insieme. Quello che stiamo cercando di fare, come PTC e Accenture, è proprio lavorare insieme ai clienti per sfruttare questo concetto di introduzione di metodologie e strumenti per cercare di abilitare quello che è il concetto di Digital Twin, attraverso i vari momenti dello sviluppo prodotto.

Francesca Frattini: Ricordiamo che il Digital Twin o gemello digitale offre la possibilità di avere una simulazione del prodotto finale su cui fare test a livello software, ancora prima di metterlo in produzione, quindi con la possibilità di identificare eventuali problemi prima della fase reale di produzione vera e propria.

Roberto Cavarero: Esatto, questo era dovuto. Penso che in effetti per poter affrontare questo tema si debba dare il giusto peso e una rilevanza corretta a quelle che sono tutte le skill e le specializzazioni necessarie e quindi ancora o una formazione interna o una partnership con consulenti esterni.

Francesca Frattini: Per esplorare i nuovi modelli di business vi ricordiamo anche un’altra puntata del podcast, in cui con l’intervista a Martina Stefanon di IMA, abbiamo raccolto un’altra esperienza diretta dei vantaggi di questa Trasformazione Digitale. Grazie Roberto per essere stato qui con noi oggi

Roberto Cavarero: Grazie a te Francesca e a tutti voi

Francesca Frattini: Grazie a tutti voi che ci avete ascoltato. Questo è Trasformazione Digitale, vi ricordo sempre di guardare in descrizione per ulteriori approfondimenti e sul sito www.ptc.com e naturalmente ci trovate su tutte le piattaforme, quindi scegliete la vostra preferita e rimanete con noi ci sentiamo alla prossima puntata!

L'ospite dell'episodio

Roberto Cavarero, PLM Senior Principal, Accenture

Roberto Cavarero ha oltre 30 anni di esperienza nella gestione dello sviluppo prodotto, inclusa la pianificazione strategica, la governance IT, il disegno e lo sviluppo di soluzioni PLM, il business process re-engineering e il change management.

Lavora principalmente con aziende Automotive, Aerospace & Defense, Industrial Equipment e Plant Engineering negli Stati Uniti, in Europa, in Medio Oriente e nell’Estremo Oriente. Grazie alla sua vasta esperienza sul Product Lifecycle Management e alla profonda passione per la tecnologia, ha sviluppato una visione strategica rimanendo costantemente aggiornato sulle ultime tendenze e sfruttando le tecnologie emergenti per guidare un cambiamento trasformativo a 360° insieme ai clienti. Torinese di nascita, vive nel canavese con sua moglie, tre figlie (bellissime) e un cane, ama viaggiare, la buona cucina, i libri e il trekking in montagna.

Accenture è una società leader di servizi professionali che aiuta aziende, governi e organizzazioni a costruire il business digitale e a migliorare l'efficienza, combinando conoscenze tecnologiche, esperienza settoriale e capacità globali per ottenere risultati concreti e creare valore a 360°.

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