Transizione 5.0 – Guida dell’esperto all’uso degli incentivi

In questo episodio Massimiliano Cassinelli, Direttore Editoriale di Bitmat, ci svela i dettagli del nuovo Piano Transizione 5.0 condividendo le sue esperienze e dandoci un’interpretazione chiara delle nuove opportunità, inclusa la grande spinta alla efficienza energetica e quindi alla sostenibilità.

Episodio n°27 con Massimiliano Cassinelli - Bitmat

Transizione 5.0 – Guida dell’esperto all’uso degli incentivi


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Di cosa parliamo in questo episodio ?

Introduzione

Francesca Frattini: Buongiorno a tutti e benvenuti a Trasformazioni Digitale - Come il Digitale trasforma il Fisico. Sono Francesca Frattini, Direttore Marketing di PTC e oggi parliamo di piano transizione 5.0 e incentivi.

Ci siamo lasciati in uno degli ultimi episodi, parlando dell'importanza dell'incentivi per le scelte strategiche aziendali, in particolare quelle tecnologiche. In questo momento, in cui è stato recentemente varato il Piano Transizione a 5.0 con le sue iniziali “aree di mistero”, volevamo cercare di dipanare le incertezze. Vogliamo farlo parlando con un esperto. Siamo qui, infatti, oggi con Massimiliano Cassinelli, Direttore Editoriale Scientifico di Bitmat, editore di una serie di riviste online dedicate alla tecnologia e alla digitalizzazione per le imprese, di cui senz'altro avete già sentito parlare

Benvenuto Massimiliano buongiorno!

Massimiliano Cassinelli: Grazie, buongiorno a te Francesca e a tutti

Francesca Frattini: Massimiliano Cassinelli Direttore Editoriale Scientifico di Bitmat, ma non sei solo questo: sei anche Giornalista, Insegnante di Matematica e oltre a tutto ciò, fai anche l'Ingegnere vero e proprio, diciamo così. Sei Certificatore Piano Industria 4.0. Allora direi partiamo un attimo brevemente da Bitmat e poi ti chiedo di spiegarci che cosa significa essere Certificatore Piano Industria 4.0 e se in prospettiva c'è l'upgrade al piano 5.0. A te la parola.

Massimiliano Cassinelli: Bitmat è una casa editrice che raccoglie una serie di riviste che si occupano di Information Technologies e Automazione Industriale. Poi abbiamo invece delle riviste molto più specializzate come ITIS Magazine che si occupa proprio di quello per cui oggi siamo qua l’industria 4.0 e che da domani chiameremo tutti transizione 5.0. Infine abbiamo Sanità Digitale che si occupa appunto delle tecnologie digitali utilizzate in ambito sanitario e ReStart in Green che si occupa di come utilizzare le nuove tecnologie digitali per migliorare l'efficienza e la produzione in ambito industriale.

Francesca Frattini: Scusami, qua parli di efficienza e mi viene subito in mente la sostenibilità, parlate anche di questo?

Massimiliano Cassinelli: Assolutamente sì, la testata è proprio nata proprio in quell'ottica, proprio per soddisfare queste esigenze di produrre, rispettando sempre più l'ambiente e anche le persone, ovviamente.

Francesca Frattini: Perché recentemente anche in alcuni episodi del nostro podcast abbiamo toccato il tema sostenibilità, ma sarà bello approfondire il tuo punto di vista su questo tema. Molto probabilmente ti invito da un'altra un altro episodio.

Cosa significa essere Ingegnere Certificatore Piano Industria 4.0

Perdonami per averti interrotto, adesso torniamo al tuo “essere ingegnere”, quindi Certificatore Piano Industria 4.0.

Massimiliano Cassinelli: Ingegnere lo sono anche nell'ambito del giornalistico, perché comunque mi occupo dell'aspetto tecnico dei contenuti delle riviste, quindi l'ingegnere l'ho sempre fatto. Diciamo che essere certificatori Industrial 4.0 vuol dire andare a verificare che gli investimenti fatti a un'azienda con beni materiali o immateriali, soddisfino i requisiti previsti dalle normative per poter accedere agli incentivi fiscali che sono stati dati negli anni con tutte le modifiche, le innovazioni e cambi di marcia che hanno avuto i vari governi.

Francesca Frattini: Eh ti upgraderai al piano 5.0?

Massimiliano Cassinelli: Ovviamente sì, perché comunque ho fatto circa 300 perizie di macchine in 4.0, quindi un po' di competenza e di esperienza l’ho maturata. Adesso ci sarà, nella 5.0, da valutare anche gli aspetti energetici, quindi recupererò un po' degli studi universitari e liceali sull'efficienza energetica e poi andrò a certificare anche in quell'ambito.

Francesca Frattini: A questo proposito, hai voglia di raccontarci qualcosa che hai trovato nel corso delle tue verifiche e qualche aneddoto interessante?

Massimiliano Cassinelli: Allora se vogliamo sorridere un po', posso raccontarvi di un’azienda ospedaliera in cui sono andato a certificare gli ecografi, e avevano perso gli ecografi.

Francesca Frattini: E come si risolve?

Massimiliano Cassinelli: Sono andato via e ho detto: “Cercate gli ecografi e quando li trovate torno”. Non posso certificare una macchina che non vedo. Oppure è successo, più recentemente, che a un'azienda hanno creato un progetto di una macchina con un software di controllo da remoto, ma alla verifica solo questo software ha soddisfatto tutti i requisiti. Anche lì è stato un po' imbarazzante dire all’azienda che aveva buttato via soldi, e che rischiavano grosso in caso di controllo. Questi sono appunto gli esempi un po' negativi ed estremi.

In realtà ho visto tante aziende che, proprio grazie all’ innovazione 4.0, transizione 4.0 hanno veramente digitalizzato, i processi hanno cambiato il modo di lavorare, hanno veramente dato un incentivo alla loro produzione.

Parliamo dei vantaggi della Transizione 4.0

Francesca Frattini: Perfetto, quindi gli incentivi, secondo la tua esperienza, sono stati spesi nel modo giusto e hanno portato oggettivamente i vantaggi.

Massimiliano Cassinelli: La maggior parte assolutamente sì. A qualcuno magari non hanno portato un vero vantaggio, soprattutto sulle piccole e piccolissime aziende, ma dalle medie aziende in su sicuramente il vantaggio c’è perché ha permesso di acquistare nuovi prodotti più performanti, sicuramente, ma ha anche cambiato il modo di lavorare. Faccio un esempio banalissimo: una falegnameria di pochissimi dipendenti. Vendono mobili in Medio Oriente, e uno si può chiedere: “Cosa se ne fanno di un software di gestione?” Banalmente hanno un software con cui tracciano tutti i componenti che mettono nelle scatole che devono spedire, perché se arriva a un cliente, un armadio senza una maniglia, questo rifiuta l'ordine e per una maniglia che manca si blocca tutto l'ordine di pagamento.

Oggi loro tracciano esattamente ogni singolo componente che mettono in una scatola, per essere sicuri di avere tutti i componenti necessari quando arriveranno sul punto di montaggio.

Vantaggi per molti, non per tutti

Francesca Frattini: Questo è molto interessante. Dicevi prima che senz'altro hai riscontrato vantaggi per le aziende più grandi, ma non del tutto per le piccole, ma come dire… un errore di interpretazione? Un errore procedurale?

Massimiliano Cassinelli: Allora l'aspetto per le piccole è più legato al fatto di che ci sia ancora poca consapevolezza. Nel senso che appunto industria 4.0 vuol dire per un'azienda acquisire una serie di dati, tanti dati che possono essere utilizzati e portare vantaggi. Chi magari è una piccola azienda con persone molto più operative e magari poco attente anche agli aspetti più gestionali o di pianificazione, questi dati ce li hanno, ma non li vanno a guardare. Pensiamo agli escavatori piuttosto che alle gru… queste macchine che viaggiano sulla strada: per sapere dov'è la macchina si prende il telefono e si chiama l'operatore sul cellulare. Invece con il software, un operatore sa dov’è la macchina, quanto gasolio c’è, tra quanto si deve fare manutenzione su quella macchina… Attenzione, gli strumenti ci sono, manca un po' di consapevolezza. Forse le generazioni più anziane fanno un po' più fatica, ma sono anche convinto che i nuovi ragazzi siano più abituati a questi strumenti e quindi li sfrutteranno sempre di più.

Francesca Frattini: È parte dell'obiettivo del nostro podcast, quello appunto di fornire esempi di come una volta che c'è la tecnologia, saperla utilizzare al meglio a tutti i livelli. Per cui grazie per questo input che mi consente anche di farti quest'altra domanda che è: in relazione a tutto questo che ci siamo detti, in relazione al piano transizione 5.0, hai qualche consiglio da dare alle aziende che stanno navigando in questo mare? Quindi a queste piccole, medie che non hanno ottenuto i risultati, o a quelle che si stanno approcciando adesso? Cosa ti senti di dire…

L’importanza di “un consulente in gamba”

Massimiliano Cassinelli: La prima battuta sarebbe: “Affidatevi ad uno bravo”. La transizione 5.0 è l'evoluzione della transizione 4.0, sembra banale la frase chiaramente però vuol dire che si richiedono gli stessi requisiti della Transizione 4.0 e in più richiede che ci sia anche un risparmio energetico nelle nuove implementazioni. I nuovi aspetti andranno verificati e certificati, perciò servono consulenti che siano davvero competenti e siano capaci di accompagnare le aziende in questo processo. Poi comunque anche con la 5.0 c’è una burocrazia abbastanza complicata oltre a tutti gli aspetti tecnici. Quindi bisogna essere seguiti da consulenti competenti, che davvero siano capaci di accompagnare l'azienda anche nei momenti successivi alla certificazione, perché poi arrivano i controlli.

Sta succedendo in questo periodo con la 4.0, che la Guardia di Finanza faccia determinate domande e non sempre i clienti sono in grado di rispondere. Se si ha un consulente fidato e affidabile, si può chiamare per un supporto altrimenti si rischia di restare da soli.

Se il software si sta mangiando il Mondo, la Transizione 5.0 sta aumentando l’appetito del software?

Francesca Frattini: Noi spesso diciamo che il software si mangerà il mondo. Questo piano transizione 5.0 a tuo parere, continuerà a nutrirlo a far venire appetito a questo software che si mangierà il mondo o glielo farà passare?

Massimiliano Cassinelli: Ovviamente aumenterà l'appetito. Perché consideriamo negli anni scorsi con la 4.0 il software è stato in alcuni casi un po' maltrattato, nel senso che le agevolazioni sull'hardware erano molto superiori rispetto alle agevolazioni e ai crediti concessi sul software. Oggi invece software e hardware, i nostri politici hanno capito che sono equiparabili, quindi il credito d'imposta è lo stesso sul software e sull’hardware. Questo vuol dire che finalmente anche loro hanno capito quanto sia importante il software, dal punto di vista degli incentivi e questo potrebbe spingere le aziende ad investire su software che ti permettono davvero di portare innovazione e digitalizzazione in azienda e non solo al compare un software di basso prezzo solo per avere le agevolazioni sulla transizione 4.0.

Tre “pesi”, tre software

Francesca Frattini: Certo, e a questo proposito c'è una differenza tra il trattamento del software considerato come embedded software, il software che gestisce la macchina e il software a sé stante cioè in cloud? C'è una differenza di trattamento tra queste tre tipologie di software?

Massimiliano Cassinelli: Qui bisogna fare una distinzione… Io per capire e farmi capire dalle aziende quando parlo, faccio questa domanda: “Se tu togli quel software lì, la tua macchina funziona ancora?”

  • Se funziona ancora quel software non è embedded.
  • Se la macchina non funziona più, quello è un software embedded.

Ecco questo è un modo per capire e differenziare tra software embedded e software non embedded, quindi software esterno.

Poi c’è tutto un mondo dei software di gestione, quindi tutti quei software che vengono utilizzati per il processo produttivo. Tutti questi software sono agevolabili.

Attenzione tutti i software per il processo produttivo, quindi quelli per la progettazione, per lo sviluppo prodotto, il CAD, il PLM... In più con la transizione 5.0 sono agevolabili anche i software per la gestione per risparmio energetico. Chiaramente appunto la Transizione 5.0 va in quell'ottica e quindi tutto quello che riguarda l'aspetto energetico verrà agevolato e in più anche i software gestionali potranno essere agevolabili stante alcune condizioni.

Francesca Frattini: Questo interessa tutte le aziende che ci ascoltano, quindi ben venga! E cosa mi sai dire invece del Cloud?

Massimiliano Cassinelli: Allora il cloud inizialmente non era stato inserito nelle agevolazioni. Oggi i software sono agevolabili anche quando vengono forniti in Cloud. La differenza è che viene agevolata la spesa che un'azienda sostiene in quell'anno per avere il software in Cloud.

Passare al Piano Transizione 5.0

Francesca Frattini: Ok, questo mi sembra molto interessante. Come è possibile, perché tra le aree di incertezza che ci sono in questo momento c'è anche il discorso del credito d'imposta, ottenere il credito d'imposta dal software?

Massimiliano Cassinelli: Ad oggi, con la Transizione 5.0, bisogna seguire un processo un po' complicato, però la complicazione, fortunatamente per le aziende, è in carico a noi consulenti. Bisognerà: andare a verificare i consumi attuali, prevedere quale sarà il risparmio energetico con l'investimento che si andrà a fare, mandare una una comunicazione al GSE (Gestore Servizi Energetici) in cui si specificano quali saranno i risparmi che si otterranno. Il GSE, farà una serie di scambi coi vari ministeri, autorizzerà il credito d'imposta in via iniziale, quindi l'azienda attiverà il proprio processo e dovrà periodicamente aggiornare l'avanzamento dell'installazione. Al termine dell'installazione il consulente verificherà che il risparmio energetico sia effettivamente quello previsto, manderà una nuova comunicazione dopo aver fatto tutte le misurazioni del caso. A quel punto i ministeri autorizzeranno il credito d'imposta.

L'aspetto molto interessante, in questo caso è che, a differenza degli altri anni, quando il credito d'imposta poteva essere fruito in più anni, adesso il credito d’imposta può essere fruito in un'unica rata. Quindi nel momento in cui un'azienda fa un investimento, anche significativo, ha un credito d'imposta che può arrivare fino al 45%,che può scalare totalmente col primo F24 raggiungibile.

Che ruolo chiave ha il consulente?

Francesca Frattini: Quindi abbiamo parlato di come ottenere il credito d'imposta. Abbiamo parlato dei vantaggi che offre il piano transizione 5.0. Prima hai detto, tra le varie cose di cui abbiamo parlato, che ci sono opportunità e agevolazioni offerte dal piano. Abbiamo parlato di uno sfruttamento a tratti opportunistico delle agevolazioni, ma la cosa molto interessante che hai detto è che vale la pena di cercare quello bravo per farsi guidare e quindi sfruttare in maniera molto più strategica le agevolazioni che vengono offerte da questo tipo di incentivi. Quindi volevo chiedere a te, spieghiamo perché vale la pena cercare quello bravo per e investire strategicamente in questo tipo di incentivi.

Massimiliano Cassinelli: Quando io entro in un'azienda la prima domanda che faccio è sempre quella: “Voi volete sfruttare l'agevolazione solo per portare a casa di soldi, o volete davvero innovare i vostri processi produttivi?” Perché se volete solo portare a casa l'agevolazione, prendete un software che costi poco, ma state perdendo comunque una grossa opportunità.

Questo perché è vero che il credito d'imposta vi dà un sacco di soldi, ma un'altra parte di soldi ce li dovete mettere voi, quindi già che li state spendendo, almeno spendeteli bene. Questo, secondo me, è il primo principio su cui le aziende dovrebbero ragionare: già che si stanno spendendo soldi, è meglio spenderli per innovare i propri processi produttivi ed essere più competitivi sul mercato.

Quindi è una grossissima opportunità di crescita. Il governo, l’ha pensata e anche correttamente per agevolare la crescita, poi qualcuno magari non ha capito questo aspetto e l'ha sfruttato in modo scorretto o non abbastanza furbo. Altri hanno capito che è importante investire per crescere davvero e un consulente bravo ti aiuta in prima battuta perché, avendo visto tante altre realtà, può indirizzarti su delle scelte più corrette perché venendo dall'esterno, conosce bene degli errori che spesso (dall’interno) non si riescono a vedere.

Un secondo aspetto molto importante è anche dal punto di vista economico. Un bravo consulente sa accompagnarti e spiegarti che le agevolazioni Industria 4.0, Transizione 4.0 e 5.0, non sono riferiti solo alla macchina che stai comprando, ma anche quello che gli ruota intorno. Per esempio la parte impiantistica, la parte progettuale, i costi interni. Tutti questi costi vengono poi agevolati e un bravo consulente si paga il proprio compenso, proprio aiutandoti a portare a casa, le migliori soluzioni e tutte le lavorazioni di cui effettivamente puoi godere.

Conclusioni

Francesca Frattini: Grazie Massimiliano! Grazie per aver condiviso la tua esperienza con noi oggi e in particolare, quest'ultimo consiglio su come sfruttare in modo più strategico questi incentivi, per utilizzarli come reale opportunità di crescita e “come” fare per utilizzarli, come come reale, modalità di crescita e strategicamente. Ti inviteremo certamente in un altro episodio per approfondire qualcuno dei temi a cui abbiamo accennato, quale ad esempio la sostenibilità o quello che succederà ulteriormente all'interno del Piano Transizione 5.0. Intanto ti ringrazio per essere stato qui con noi oggi.

Massimiliano Cassinelli: Grazie a voi, sono veramente un piacere, un divertimento.

Francesca Frattini: Grazie mille! Noi ci riascoltiamo alla prossima puntata. Questa era Trasformazione Digitale, a presto!

Ulteriori risorse

I Competence Center e il super potere dei fondi per l'Innovazione Industriale

L’azienda leader nella produzione di macchine e sistemi per la lavorazione della lamiera, ha stretto un contratto di fornitura pluriennale con PTC, le cui soluzioni saranno adottate ad ampio spettro per accelerare il processo di trasformazione digitale avviato qualche anno fa.

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Podcast: Trasformazione digitale - Come il Digitale trasforma il Fisico

Una serie di podcast bisettimanali che offre agli ascoltatori un'esperienza coinvolgente su come potenziare il settore manufatturiero attraverso la lente delle nuove tecnologie.

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