Blogs Perché la gestione dei requisiti con strumenti legacy non è sostenibile per il futuro dei programmi navali

Perché la gestione dei requisiti con strumenti legacy non è sostenibile per il futuro dei programmi navali

20 maggio 2026

Marco Forlingieri è Senior Director Product Line Engineering (PLE) in PTC e Chair della INCOSE PLE Working Group. Esperto internazionale di Model-Based Systems Engineering (MBSE) e Model-Based Product Line Engineering (MB‑PLE), ha guidato iniziative complesse in ambiti aerospace, difesa, automotive e ferroviario in Europa, USA e APAC. È autore del volume di riferimento Model-Based Product Line Engineering (Wiley). Con un Master in Innovation & Technology Management presso l’Università Tecnica di Berlino e un MBA all’Università di Twente nei Paesi Bassi, Marco vanta oltre 15 anni di esperienza in aziende leader nei settori A&D e Transportation, tra cui Airbus e Bombardier, oltre che in realtà internazionali del software e della consulenza come IBM e Accenture.

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Negli ultimi anni, il settore navale sta vivendo una trasformazione epocale. I programmi diventano più lunghi, i requisiti cambiano più rapidamente e le pressioni geopolitiche rendono necessaria una capacità di risposta che le organizzazioni non hanno mai dovuto garantire prima.

Eppure, proprio mentre sistemi, piattaforme e missioni diventano più complessi… gli strumenti di ingegneria rimangono fermi al passato.

Molti programmi navali continuano a basarsi su tool nati oltre 25 anni fa, primo tra tutti DOORS Classic, insieme a ecosistemi PLM/PDM frammentati e flussi di lavoro document-centrici che rispecchiano un mondo che non esiste più.

Il risultato?

Un divario crescente tra ciò che i sistemi richiedono oggi e ciò che gli strumenti consentono davvero di fare.

La pressione sui programmi navali sta aumentando

Cicli di vita che superano i 15–20 anni, minacce in rapido cambiamento, requisiti che evolvono continuamente lungo il ciclo di sviluppo: tutto questo rende la gestione dei requisiti non un compito amministrativo, ma un fattore critico di missione.

A complicare ulteriormente lo scenario:

  • Sistemi sempre più software defined, con migliaia di interfacce, configurazioni e dipendenze
  • Lavoro distribuito tra siti, nazioni e supply chain globali
  • Requisiti normativi e di certificazione che chiedono tracciabilità end to end in tempo reale
  • Re-engineering per contratto, che costringe ogni programma a reinventare gran parte dell’architettura

In questo contesto, continuare a lavorare in DOORS Classic o in repository monolitici è l’equivalente di costruire una fregata moderna con gli strumenti di un’officina di inizio anni 2000.

Gli strumenti legacy non sono semplicemente datati: sono diventati un limite strutturale

Nella maggior parte delle organizzazioni navali, DOORS Classic e strumenti simili si sono trasformati, nel tempo, in enormi repository altamente personalizzati, difficili da modificare, lenti da integrare e incapaci di supportare le esigenze moderne di:

  • collaborazione multi-disciplinare
  • automazione
  • branching & merging
  • gestione della configurazione dinamica
  • digital thread
  • analisi d’impatto real-time
  • integrazione con modelli MBSE, PLM e tool software

Il risultato è una catena di sviluppo frammentata, lenta, costosa e fragile, dove ogni modifica importante porta con sé un rischio significativo.

Il costo nascosto: perdita di velocità, perdita di qualità, perdita di controllo

I flussi basati su documenti statici rallentano l’intero ciclo di vita:

  • Le revisioni si perdono tra versioni, allegati e PDF.
  • I requisiti si duplicano senza controllo (“clone & own”).
  • La tracciabilità richiede lavoro manuale, spesso notturno o di fine progetto.
  • I team spendono più tempo ad aggiornare documenti che a fare ingegneria.
  • Le integrazioni diventano esercizi eroici che dipendono da individui, non da processi.

In un mondo dove la complessità cresce esponenzialmente, questo modello semplicemente non regge più.

Modernizzare non significa rompere con il passato: significa connetterlo al future

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La buona notizia è che la transizione verso un’ALM moderno non richiede uno “switch-off” immediato.

Strumenti come ReqIF Exchange e PTC DOORS Bridge consentono un percorso realistico e progressivo:

  • Le organizzazioni possono continuare a soddisfare deliverable DOORS richiesti dai clienti.
  • I team possono gestire, analizzare e automatizzare i requisiti in un ALM moderno come Codebeamer.
  • La tracciabilità rimane intatta su entrambi i lati.
  • La migrazione può essere incrementale e basata sulle priorità di ogni programma.

È un approccio che permette di modernizzare senza interrompere i programmi in Corso, condizione essenziale nel settore defense.

L’unione di ALM + PLE: la leva strategica che l’industria navale non può più ignorare

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L’altra grande trasformazione necessaria riguarda il modo stesso in cui i requisiti vengono riutilizzati tra programmi.

Oggi, molte organizzazioni navali operano ancora in modalità Engineer to Order, dove ogni fregata, corvetta o sottomarino riparte quasi da zero.

Ma la realtà è che l’80–90% delle funzioni è comune tra piattaforme simili.

Qui entra in gioco la Product Line Engineering (PLE):

  • promuove il riuso sistematico
  • evita duplicazioni e incoerenze tra programmi
  • permette di gestire la variabilità in modo controllato
  • supporta il passaggio verso modelli Configure to Order, molto più efficienti
  • consente di automatizzare la generazione di specifiche, test, documentazione e configurazioni

Il settore automotive ha già fatto questo salto con risultati straordinari:
maggiore qualità, maggiore velocità, drastica riduzione della duplicazione di lavoro.

Ora è il turno della Difesa e Settore Navale, che punta a colmare rapidamente un gap di maturità di 5–7 anni.

Un futuro in cui i programmi navali saranno più rapidi, più sicuri e più prevedibili

La modernizzazione dell’ALM e l’introduzione della PLE non sono solo un upgrade tecnologico: sono un cambio di paradigma.

Un programma navale che gestisce i requisiti in modo moderno può:

  • ridurre il re-engineering tra programmi
  • standardizzare architetture e funzioni
  • aumentare la qualità e la compliance
  • accelerare le integrazioni multi-sito
  • migliorare la collaborazione con i partner industriali
  • ridurre rischi di certificazione e costi non ricorrenti
  • prevedere l’impatto di ogni modifica prima ancora di implementarla

È questo il tipo di trasformazione che permette al settore navale di affrontare i prossimi decenni con maggiore agilità, resilienza e competitività.

Conclusione

Gli strumenti legacy come DOORS Classic hanno servito bene l’industria per molti anni.

Ma non sono stati progettati per la complessità, la velocità e la variabilità dei programmi navali moderni.

Per sostenere le sfide future, è necessario un nuovo approccio:

  • ALM moderni per abilitare automazione, tracciabilità e continuità digitale
  • PLE per industrializzare il riuso e gestire la variabilità su larga scala
  • Migrazioni incrementali che rispettano i vincoli dei programmi defense

Il futuro della progettazione navale non può più dipendere da strumenti del passato.

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