Tre esempi di come la trasformazione digitale ha accelerato durante il Covid19

Scritto da: Nancy White
  • 6/21/2021
  • Tempo di lettura : 3 min
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Da anni PTC è protagonista della digital transformation ed è stata al fianco di centinaia di aziende nel viaggio verso il digitale che, grazie alle nostre tecnologie, le ha portate a migliorare il loro business.

Eppure, nessuno di noi avrebbe mai immaginato l’evoluzione che la digital trasformation ha subito nel corso dell’ultimo anno.

Jim Heppelmann, Presidente e CEO di PTC, ha recentemente evidenziato alcuni degli aspetti che, in riferimento all’anno trascorso, hanno positivamente impattato sulla transizione digitale: “In questo periodo tutti noi abbiamo modificato la nostra vita quotidiana in funzione del bene comune. Abbiamo assistito da un lato a straordinarie dimostrazioni di impegno e solidarietà, dall’altro a incredibili esempi di innovazione e flessibilità.”
Jim ha partecipato qualche tempo fa come relatore al “Future of Industrial Innovation”, un evento virtuale promosso da PTC e dal Financial Times. Si è trattato di un forum digitale dove, al keynote speech di Heppelmann, ha fatto seguito una relazione da parte di un economista sulle prospettive economiche e una tavola rotonda, in cui alcuni esperti hanno raccontato la loro esperienza in relazione ai temi della trasformazione digitale.

Il panel, moderato da Claire Bushey, reporter del Financial Times, ha visto la presenza di:

  • Bharat Amin, Chief Innovation Officer di Huntington Ingalls Industries
  • Josef Hjelmaker, Chief Innovation Officer di Thor Industries
  • Kristen Riggs, SVP e Chief Growth Officer di The Hershey Company
  • Tessa Myers, Global VP, Software & Control di Rockwell Automation

Durante la tavola rotonda si è discusso di parecchi temi, tra cui l'impatto finanziario attuale e futuro degli investimenti digitali, i cambiamenti che l’innovazione digitale apporta al modo di lavorare e il recruiting in ambito manifatturiero.

Tra gli argomenti di maggior rilevanza, si è parlato del ruolo che la pandemia ha avuto nell’incredibile accelerazione della digitalizzazione. I relatori hanno condiviso le proprie esperienze.

Di seguito un riassunto di quanto emerso.

La favola digitale delle vendite di s’more

Per creare il dolce tipico americano s’more bastano 3 semplici ingredienti: i cracker graham, una tavoletta di cioccolato e dei marshmallow tostati. Tradizionalmente cucinato attorno ai falò, questo dolce viene associato alle attività familiari durante i mesi estivi.

Secondo Kristen Riggs, SVP, Chief Growth Officer di The Hershey Company, la scorsa estate gli s’mores hanno assunto un’importanza diversa, essendo divenuti un simbolo di convivialità, tanto da portare le vendite di barrette di cioccolato al latte Hershey alle stelle.

“Durante la pandemia, la preparazione degli s’mores in casa e nei barbecue è diventata un vero e proprio momento di unione familiare.” ha dichiarato Kristen.
Grazie all’importante lavoro di implementazione di nuove tecnologie fatto dall’azienda durante il periodo precedente l’emergenza sanitaria per raccogliere dati in tempo reale sui consumatori, che ha coinvolto vari team, Hershey è stata in grado di riconoscere rapidamente questa nuova tendenza e di reagire di conseguenza abbattendo il time-to-market.

I dati raccolti hanno consentito alle vendite di fotografare in maniera estremamente precisa, addirittura fino al dettaglio del codice postale, l’andamento delle vendite su base geografica, riuscendo così a soddisfare le esigenze dei consumatori.

"Analizzando i segnali provenienti dalle vendite al dettaglio siamo stati in grado di ridistribuire le scorte, gestire in modo efficace il nostro processo produttivo e ottimizzare la produzione stessa, il tutto in tempi estremamente rapidi", ha affermato Kristen Riggs, aggiungendo anche che il risultato è stata una stagione di vendite record.

Lavoro da remoto

Bharat Amin, CIO di< rel="noopener noreferrer"a href="https://huntingtoningalls.com/" target="_blank"> Huntington Ingalls ha dichiarato come, prima della pandemia, la sua visione fosse quella di consentire ad almeno il 10% della sua forza lavoro di lavorare da remoto. L’idea di base era quella di “portare il lavoro ai dipendenti, non i dipendenti al lavoro”.

Già poco prima della pandemia l’obiettivo del 10% era stato quasi raggiunto, essendo riuscita l’azienda a portare l’8% della sua forza lavoro stabilmente in remoto. Poi però c’è stato lo tsunami Covid19. E tutti i lavoratori di Huntington Ingalls - come del resto è accaduto in tutto il mondo - si sono trovati a lavorare da remoto nel giro di 30 giorni.

“All’inizio è stato davvero difficile organizzare e gestire la situazione”, ha dichiarato Amin. Grazie alla formazione, con particolare riguardo alla sicurezza aziendale, tutti i lavoratori si sono adattati e, anzi, la produttività è aumentata. Amin ha quindi dichiarato che la pandemia ha accelerato il percorso di trasformazione digitale della sua azienda, su cui stavano lavorando da due anni.

Un nuovo approccio alle vendite basato sul digitale

Thor Industries è proprietaria di molti marchi leader nel settore dei veicoli per l’outdoor e il tempo libero (caravan, camper, motorhome ecc.), che ne fanno il più grande produttore mondiale. Josef Hjelmaker, Chief Innovation Officer di Thor, ha affermato che il Covid-19 ha ampliato la base dei clienti e che, grazie a ciò, ha accelerato la loro transizione verso il digitale.

"La pandemia ha ravvivato i nostri valori fondamentali, in termini di libertà, sicurezza, flessibilità e mobilità", ha detto Hjelmaker. Le preoccupazioni per la salute e la sicurezza, così come le restrizioni di viaggio, limitavano le opzioni di vacanza e, di conseguenza, si è assistito a un boom di persone che hanno scelto di viaggiare in camper. Prima della pandemia, la maggior parte dei clienti era costituita dai cosiddetti Baby Boomers, che tradizionalmente hanno sempre preferito acquistare di persona. L’ampliamento della clientela alla Generazione X, Generazione Z e ai Millennials, insieme alle preoccupazioni per la sicurezza della Covid-19, hanno fatto sì che la creazione di un'esperienza digitale diventasse prioritaria.

"Abbiamo assistito a un’inversione di marcia: i canali di vendita tradizionali da un giorno all’altro sono praticamente crollati. Abbiamo dunque dovuto rifocalizzare velocemente il nostro approccio per essere presenti digitalmente sulla nostra pagina web e iniziare a vendere sfruttando il digitale”, ha spiegato Hjelmaker.

L’esperienza di Thor non è isolata. Uno studio di McKinsey ha posto in luce come la crisi generata dal Covid-19 abbia modificato radicalmente le modalità di interazione tra le aziende e i loro clienti. A luglio 2020, quasi il 60% delle interazioni erano digitali, solo sette mesi prima solamente del 33%.

Fiducia di fronte alla crisi

Tessa Myers, Global VP, Software & Control di Rockwell Automation, ha così riassunto le esperienze portate dai relatori: “La pandemia ci ha dimostrato che avremmo potuto correre ben più velocemente di quanto avessimo mai pensato possibile”.

Tessa ha inoltre posto l’accento sulla maggiore velocità di reazione che le aziende digitalmente più evolute, ovvero con già delle solide basi digitali, hanno saputo dimostrare durante il periodo di crisi.

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Informazioni sull'autore

Nancy White

Nancy White è una content marketing strategist per PTC. Giornalista trasformata in content marketer, ha un background di scrittura diversificato - da aziende Fortune 500 a giornali comunitari - un esperienza di più di un decennio.